La via lenta (ma consistente) per fare impresa online

Premessa: faccio conto, mentre scrivo, di parlare ad una persona intelligente, con la testa sulle spalle, dotata di spirito imprenditoriale, e che:

1) desidera portare la sua azienda “tradizionale” su Internet;
2) oppure desidera far crescere la propria azienda che è già su Internet (ma non ci è ancora riuscito).

Sono sicuro che tu, se sei la persona che ho descritto, oggi ti trovi in un grande stato confusionale.

Come minimo sei iscritto a 30 newsletter di persone che ti insegnano il “metodo infallibile, testato in 150 mercati, per far esplodere i tuoi profitti online, e annientare la concorrenza, in 30 giorni”.

Se è così, allora c’è qualcosa che devi sapere a proposito di questo fenomeno.

Io che, per professione, osservo costantemente il mercato della formazione, capisco bene il tuo stato.

Io stesso, oggi come oggi, faticherei a distinguere cose buone da informazioni fuorvianti.

Ai tempi in cui io, insieme a Nicola, ho iniziato a diffondere la cultura del direct response marketing in Italia, introducendo termini come lead generation, lead nurturing, marketing educazionale e così via (tutta roba di cui c’è traccia nel mio vecchio blog ai tempi in cui molti altri NON avevano nemmeno un blog 🙂 ), il mercato era sostanzialmente diverso.

C’erano molti meno player, e quei pochi avevano realizzato risultati più interessanti (intendo: sul serio!).

Tuttavia poiché il mercato era meno “educato”, l’introduzione di certi concetti “avanzati” distingueva i professionisti dai dilettanti.

Oggi non è più così: l’informazione è qualcosa che si diffonde in fretta.

Chi vive vendendo formazione diventa aggiornatissimo sulle INFORMAZIONI che hanno più appeal, e le distribuisce.

Non così velocemente, è ovvio, va l’esperienza: ma oggi su Internet la maggioranza delle persone che insegnano qualcosa diffondono informazione, non esperienza.

Oggi anche “mia nonna” (scusa per l’esempio nonna!) ti insegna come fare impresa su Internet.

Anzi, oggi c’è addirittura confusione tra i concetti di “fare impresa online” con “fare soldi online” o “procurarsi un guadagno extra”.

In fondo “fare soldi online” sembra semplice, l’hai notato anche tu?

Ti spiego come si fa, in 3 passi.

1) trovi una nicchia “affamata”.

2) fai 4 video (3 educazionali e 1 di vendita, e questo, per la cronaca, funziona davvero!)

3) usi Facebook Ads per portare traffico.

Semplice no?

Il messaggio “sbagliato”

Insomma il messaggio che passa soprattutto è questo:

– E’ FACILE
– E’ VELOCE
– E’ PER TUTTI

Ma c’è di più!

Oggi il messaggio è diventato anche un bel po’ più aggressivo.

Alla “rich jerk”, per chi sa cos’è.

The “rich jerk” marketing exposed

Ovvero: “Se non sei così intelligente da fare come facciamo noi, allora sei un ****”.

Oggi “l’energia” del momento è il “jerk marketing”.

Ovvero aggredire con linguaggio colorito il potenziale cliente/studente, fargli capire quanto è inadeguato a non fare tutti i soldi che fanno gli altri.

E tu dirai: questo modo di fare funziona?

No, non funziona e basta… funziona ALLA GRANDISSIMA.

Funziona talmente tanto che lo sta usando anche DONALD TRUMP, che “rischia” di diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti, con quello stesso stile Jerk.

“Io sono ricco, tu non sei niente. Ti dico io come si fa”.

“L’america non è più capace di vincere [parolaccia]. Mandiamo a [parolaccia] questi politici di [parolaccia]”

Ti viene in mente per caso qualcun altro che nel passato recentissimo, in Italia, abbia fatto lo stesso in politica?

E com’era andata? E’ vero o no che sono arrivati consensi nel pubblico “arrabbiato”?

Il concetto dell’inadeguatezza e il potere dell’intenzione (al contrario)

Come vedi il concetto è semplice: far sentire inadeguata una persona che non ha ottenuto un risultato che vuole ottenere è, ahimé, uno dei modi più efficaci per spronarlo ad agire da una parte (e questo è buono), ma anche creare una relazione “superiorità /inferiorità” dall’altra. L’ideale per chi fa il “guru di professione” (ovvero chi vive vendendo la sua immagine, con contenuti di “supporto”, anziché viceversa).

So bene che questa tecnica funziona, perché è una tecnica che si usa nel mondo della crescita personale (a fin di bene) per fare in modo che le persone AGISCANO verso il realizzare i loro obiettivo.

Ma come tutti i coltelli, non è la tecnica che è intrinsecamente buona o cattiva: ma l’intenzione che c’è dietro che la rende tale.

Oggi come oggi solo una persona molto esperta riesce a “leggere” l’intenzione dietro chi parla dietro una telecamera o un blog.

E’ difficile: io stesso faccio fatica. O sei molto esperto e vedi dei “dietro le quinte” che gli altri non vedono… o sei molto sensibile.

Dove sta la realtà? Ecco una visione alternativa

Premesso che la realtà è, quasi per definizione, soggettiva, tuttavia la realtà CHE VEDO IO e le persone che frequento (persone che vivono di VERE aziende online a 7 cifre, non giocattolini che non arrivano nemmeno a 6), è un tantino diversa da quella dei “3 video gratis”.

Prima di tutto una premessa doverosa. Quello che scrivo qui sotto vale solo nel caso di imprese LEGALI e ETICHE. LEGALI ovvero che non infrangono la legge. ETICHE ovvero che non vendono in modo intenzionale “illusioni non sostenibili”, magari senza infrangere la legge ma coperti dall’inpunità tutta italiana.

Ecco: se fai una cosa di questo tipo, quello che vedo io è che il messaggio più realistico è più simile a questo:

-NON E’ FACILE
-NON E’ VELOCE
-NON E’ PER TUTTI

Ti spiego i punti uno per uno.

Fare impresa online: è facile?

Tutto quello che puoi fare, se vuoi fare impresa online, è “metterti nelle condizioni” di fare bene.

Tuttavia non puoi AVERE LA CERTEZZA che farai bene, soprattutto con un numero finito (e piccolo) di tentativi.

Non esiste nulla di “sicuramente funzionante” (date le premesse di cui sopra).

Altrimenti non è un business. O non è legale. O non è etico.

Se non accetti questo concetto, inizia a cercare… troverai DECINE E DECINE di persone che ti propongono ESATTAMENTE quello che vorresti sentirti dire 🙂

E tanti auguri.

Fare impresa online: è veloce?

Esistono fenomeni velocissimi su Internet.
Si possono fare soldi velocemente, ad esempio, con le affiliazioni.

Ma, a parte colpi di fortuna temporanei, costruire un business (ovvero un asset, qualcosa che duri nel tempo) è diverso dal semplice “fare soldi”.

Significa diventare un imprenditore.

E questo NON è veloce.

Non lo è mai, a meno di fare leva su esperienza di altri, capitali di altri, etc. (ma anche così non è veloce).

Fare impresa online: è per tutti?

Qui c’è un grosso equivoco.

Si fare impresa online è potenzialmente per tutti.

Ma quello che vedo io nella realtà è che i “tutti” non sono disposti a “diventare” una persona adatta a fare impresa.

“Tutti” pensano di rimanere come sono, e poi magicamente creare un impresa imparando cosa?

Imparando le TECNICHE.

Beh, magari le TECNICHE fossero sufficienti a creare impresa online.

Le tecniche sono sufficienti, A VOLTE e date certe circorstanze, a fare soldi per un breve periodo.

Questo si.

Ma fare impresa è un’altra cosa.

Fare impresa online è qualcosa di adatto a chi ha un grande spirito imprenditoriale, è capace di prendere un rischio e di lavorare anche di notte per realizzare il suo sogno.

Questa è la verità, e questo è ciò che succede DAVVERO.

Esiste un modo DIVERSO per imparare a fare impresa online in modo DIVERSO? (Scusa la ripetizione).

Qualche tempo fa, per la piattaforma PiùChePuoi, mi sono trovato a ipotizzare un percorso formativo diverso per chi volesse diventare un imprenditore online.

Serviva per un pubblico NON sensibile agli schemi “get rich quick”. Un pubblico di imprese “strutturate”, gente che spesso già aveva dipendenti e una storia alle spalle.

Da quanto avessi potuto vedere fino a quel momento non c’era nulla sul mercato che parlasse di fare impresa ad un imprenditore esperto, non ad un “wannabe” confuso da troppe fonti di informazione contraddittorie.

Allora mi sono detto: come creare qualcosa che possa essere utile sia ad un imprenditore esperto, che anche a qualcuno che ancora non lo è ma che ha la caratteristica di voler imparare a fare impresa seriamente, impegnandosi e rischiando QUANTO E’ NECESSARIO?

E soprattutto: esiste qualcosa in comune che può interessare entrambe queste figure?

Cosa sarebbe opportuno insegnare loro?

Così mi sono messo a pensare.

Gli insegnerei ad usare Facebook Ads?
No.

Gli insegnerei a creare video su Internet?
No.

Gli insegnerei a usare optimize press?
Nemmeno.

In realtà tutte queste cose sono utilissime, ma sono utilissime nel momento in cui sono inserite in un progetto più grande.

Diciamo che sono un problema/opportunità che VIENE DOPO.

Essere un imprenditore Internet è una questione soprattutto di Identità.

Una questione di visione.

Significa sapere come mettere insieme un puzzle, che è inevitabilmente complesso.

Ecco perché ho creato un corso che parla proprio di questo: come fare impresa online, per chi è CONSAPEVOLE delle difficoltà e della “velocità” che occorre per creare qualcosa che sia destinato a durare.

Le domande che contano se stai pensando di fare impresa online

Ovvero:

Su cosa dovrebbe concentrarsi un imprenditore quando sta partendo?

Cosa dovrebbe tenere sotto controllo quando è già partito?

Quale forma mentis dovrebbe adottare nei confronti dei problemi?

Questo è ciò che, a mio modo di vedere, fa davvero la differenza, PRIMA degli strumenti.

Ecco perché ho creato un corso, un corso che non è adatto a tutti, e, naturalmente, non piace a tutti.

E’ un corso “logico”, non operativo.

Insegna la “sovra struttura”, non la struttura.

3 video gratis

Il corso di cui parlo è un corso a pagamento.

Tuttavia lo strumento di promozione che ho scelto per questo corso è composto da 3 video gratis (te lo dicevo che funzionavano!)

Ma anche qui, il discorso dei 3 video gratis, come ogni cosa, dipende da come la usi, e da che intenzione hai mentre la usi (sottolineo molto questo discorso dell’intenzione perché, che tu ci creda o no, fa la differenza nel lungo periodo).

Dunque tu puoi fare 3 video “presa in giro”, che non dicono niente.
O puoi dare contenuti di qualità.

Io ho scelto la strada due. Ecco perché nei tre video gratuiti che sto per condividere con te parliamo di 1 ora e mezza di formazione gratuita, nella quale spiego le BASI delle BASI.

– Cioè cosa ci si può aspettare dal fare impresa su Internet;
– Dove si può arrivare;
– A cosa è importante fare attenzione;

e così via.

In aggiunta, rivolgendomi ad un pubblico “di qualità”, cerco di spiegare la cosa così com’è: senza toni trionfalistici, senza installare “false illusioni”.

Semplicemente cerco di dire le cose come stanno.

Dunque se stai pensando di fare impresa online ( o se hai un’impresa che non cresce), sono pronto a scommettere che questi video ti saranno utili.

E sappi fin d’ora che in seguito ci sarà la possibilità (per chi vuole e “sente” che quella è la strada giusta) di approfondire con un corso più completo.

Ma nella prossima settimana farò di più di questo.

Infatti…

Risponderò alle tue domande

Ovvero mi impegnerò a rispondere personalmente ai commenti di chi avrà domande sull’argomento.

Dunque se stai pensando di fare impresa online, o la fai ma in modo non soddisfacente, potrai scrivere il tuo commento, e ti risponderò appena possibile.

Anzi inizio subito dicendoti questo: s’è c’è qualcosa che ti piacerebbe sapere nel fare impresa online, puoi iniziare lasciando un commento qui sotto.

14 Comments

  • Luis

    Reply Reply ottobre 16, 2015

    Ciao Giulio, splendido post, penso proprio che dica le cose come stanno. D’altronde, quando sempre più persone fanno impresa online la concorrenza aumenta, la fetta si riduce, i potenziali clienti ne hanno le scatole piene di newsletter, ads, spam etc e tendono a cestinarti per mancanza di tempo ed energie. Lo ritengo un quadro logico e realistico purtroppo. Quindi si deve tornare ai fondamentali: servizio davvero utile, nicchia affamata (se ce n’è una), strategia complessiva ed equilibrata, serietà, etica, ottica di lungo termine, fortuna (ci vuole sempre) etc.
    L’impressione che ho è che, come in molti altri campi, a fare affari sia soprattutto chi fa formazione (dando spesso informazioni ma non esperienza), più che chi lavora direttamente con clienti paganti.
    La formazione è indispensabile e meravigliosa, poi però bisogna cautelarsi dall’illusione che le cose imparate conducano necessariamente nella realtà a un business sostenibile. Accade anche che uno venda dei metodi, e poi guadagni lautamente tramite canali e metodi completamente diversi che si guarda bene dal dichiarare! E comunque, nonostante tutto questo, non vedo altro primo passo necessario se non una forte motivazione e una solida preparazione.

  • Luciano

    Reply Reply ottobre 16, 2015

    Ciao, non ti conosco, non ho intenzione di fare impresa on line, anzi non vedo l’ora di uscire definitivamente dal mondo del lavoro.
    Ti volevo solo dire che condivido totalmente quanto ho letto in questa pagina, cosa più unica che rara.
    Tornerò a leggere qualcos’altro.
    un saluto.

  • Leo

    Reply Reply ottobre 16, 2015

    Ciao non voglio lavorare a sette cifre mi basta la metà di sei cifre.Ti seguo da molto so che sei una persona seria e che sai il fatto tuo.Tempo a dietro ho comprato qualche tuo piccolo lavoro che mi è stato molto utile.Io ho un’attività online con un’e-commerce e vorrei incrementare un pò di vendite anche perché ci tengo che le persone si nutrano con cibi genuini per non ammalarsi.Il mio lavoro negli anni.
    http://wwwfiordisalmi.blogspot.it
    il mio primo sito amatoriale:
    http://www.fiordisalumi.it
    il mio sito dinamico con blog e e-commerce:
    http://www.salumionline.it o punto com
    Adesso oltre alla mia produzione sto vendendo prodotti di amici produttori che come pensano principalmente alla qualità non alla quantità ma come ti dicevo ho bisogno di farmi conoscere di più.Continuerò a seguirti e se hai qualche suggerimento io ascolto per imparare a 64 anni non è tanto facile ma ho la passione che mi spinge.Strategie come le affiliazioni per il mio settore ce ne sono?Serie.Ciao saluti e a Presto

    • JL Marshall

      Reply Reply ottobre 16, 2015

      Ciao Leo, complimenti perché a 64 anni ti cimenti con una cosa “tecnologica” come l’impresa online.
      Un suggerimento che ti posso dare è quello di partire dall’informazione nel tuo caso. Ovvero educa al beneficio prima di vendere il tuo salume. Basta un piccolo report per fare questo.
      Poi in generale ti suggerisco di farti aiutare da un web designer (o usare un template già pronto) perché la grafica del tuo sito è un po’ “incasinata”. Un saluto.

  • Ettore

    Reply Reply ottobre 16, 2015

    Complimenti, ti stimo moltissimo per quello che hai scritto, un articolo finalmente chiarificatore sulla montagna di [parolaccia] che ultimamente gira in rete.

    L’intenzione, proprio così, l’intenzione…all’apparenza persone che millantano grandi risultati (che sono certamente reali e non voglio mettere in dubbio questo), ma c’è un ”qualcosa” che rimane nell’aria ogni volta che li ascolti…e che ti sta a dire che non è tutto così trasparente come sembra.

    E te (mi permetto di darti del tu Giulio), hai spiegato quel ”qualcosa” con uno stile ed un eleganza che ti contraddistingue, da vero imprenditore esperto ed ”etico” (valore perso di vista da molti oggi) del tuo calibro.

    Complimenti davvero, hai tutta la mia stima ed ammirazione.

    In bocca al lupo per il tuo progetto e grazie.

    • JL Marshall

      Reply Reply ottobre 16, 2015

      Grazie Ettore. Comunque quando hai scritto [parolaccia] mi hai fatto morire 😀 😀 😀

  • Peter

    Reply Reply ottobre 16, 2015

    Ehm…io non mi posso permettere di creare business online, per il momento, visto che sono col c**o [parolaccia] per terra, ma sono stato colpito da questa frase che hai scritto nel post: “Si possono fare soldi velocemente, ad esempio, con le affiliazioni”.
    Ecco, forse mi servirebbe qualche suggerimento a riguardo…

    • JL Marshall

      Reply Reply ottobre 16, 2015

      Ciao Peter, il suggerimento riguarda il mondo del CPA (cerca “affiliazione CPA”). In pratica si viene pagati per portare traffico. Il traffico si compra (su Facebook Ads) e si viene pagati in base ai risultati che si porta ad una certa piattaforma. Questo in estrema sintesi. C’è un grado di rischio: portare traffico a 10 euro, e incassarne solo 8 o meno. In più ci sono altri problemi (a volte legali, altre etici, etc. etc.). Tuttavia di veloce come questa ce ne sono poche di strade.
      PS
      Un consiglio: approcciarsi al business su Internet in modalità “sono messo male” tende a far cadere in varie trappole. Cerca di rimanere sempre vigile e prudente, di pranzi “gratis” non ce ne sono da nessuna parte.

  • Gennaro

    Reply Reply ottobre 16, 2015

    La strada giusta non sempre (quasi mai) passa per la più breve.

    E’ questo il motivo per cui sono poche le persone che alla fine dei giochi ottengono risultati superiori.

    La realtà è che in molti sono bravi a parlare ma quando si tratta di pagare il prezzo che comporta il successo, le persone si sciolgono come neve al sole.

    Siamo diventati figli del “tutto e subito”, dimenticando che la prima cosa che ci ha insegnato la Terra è che raccogliamo solo ciò che seminiamo.

    E tu Giulio, semini e raccogli da oltre 10 anni.
    Sei tra i pionieri del Web qui in Italia.
    Una di quelle persone che hanno dimostrato a più riprese come si fa business (in modo etico e legale).

    Attendo con piacere il tuo nuovo lavoro.

    • JL Marshall

      Reply Reply ottobre 16, 2015

      Waw, grazie Gennaro! Mi fanno molto piacere le tue parole.

  • Martha

    Reply Reply ottobre 16, 2015

    Ciao Marshall. Sono Martha di Cuba. Da qualche mese ti seguo, ho fatto un Corso on-line e ho letto parte del tuo libro “Il potere del Cervello quantico”.

    Per me sei un mito!!!!!!!

    Ho gia un’impresa a sei cifre e un periodo ha toccato per poco le 7 cifre, in circa 1 anno, ma non ho retto, mi sono tirata indietro perche avevo pochissimo controllo e le situazioni mi sfrecciavano troppo veloci a un punto tale di percepire il pericolo per la mancanza di Know how. Io sono capacissima di creare un movimento della madonna, ma poi non sono in grado di gestirlo.

    In questo momento la mia intenzione e quella di fare impresa on-line, ho cercato informazioni di qua e di la e sinceramente avevo fatto caso che è assolutamente come dici te, solo che in questo momento non riesco a fare il Corso che proponevi dei 2 giorni e pur troppo mi sono dovuta accontentare de leggere qualcosa via email.

    La mia pagina su Facebook si chiama Porto Oro, (ho anche una pagina al mio nome Martha Felico’ Porto Oro) molto da dilettante. Ancora devo imparare a fare le squiz page.

    Bene….Ti ho scritto altre volte. Spero questa sia la volta buona e possa entrare in comunicazione con te, ne sarei fiera perche ti stimo tantissimo, ma sopratutto perche ti ritengo veramente competente.

    Con afetto.
    Martha

  • giorgio

    Reply Reply ottobre 18, 2015

    immagino tu sappia chi è ********, o comunque avrai sentito parlare del suo corso ***********…mi è venuto in mente, leggendo le tue parole….cioè promette ottimismo, cose facili, partendo peraltro anche lui da cose di cui già molti hanno parlato, il response direct marketing on line o off line.
    Vorrei sapere la tua opinione.
    Io ci vedo proprio tanto di quello che tu dicevi in questo articolo, cioè prospettare chissà cosa e poi……ma magari mi sbaglio……

    • JL Marshall

      Reply Reply ottobre 18, 2015

      Ciao Giorgio, conosco quasi tutti in questo settore, se citi una persona visibile per forza la conosco. Ho censurato nome e corso perché questo non è posto per creare flame parlando di persone non presenti. Se un giorno lo diventerà, parlerò io in prima persona. Ma fino a quel momento, se mai arriverà, preferisco che a farlo non siano persone che commentano.
      Detto questo, vale il contenuto dell’articolo. L’intenzione che ci sta dietro quando fai le cose.
      L’intenzione è (molto) difficile percepirla. Dalle azioni quasi impossibile per chi non è esperto.
      Ma chi ha un po’ di occhio la nota.
      Conta l’intenzione perché qualsiasi azione può essere interpretata, e l’interpretazione sta in chi riceve il messaggio non in chi lo fa. Ti faccio un esempio: io ho scelto di censurare il nome della persona in oggetto. L’ho fatto con un intenzione positiva dal mio punto di vista, di “abbassare” possibili flame negativi. Ma uno può leggerla come una “protezione” per persone poco corrette. Insomma: uno che legge può pensare quello che vuole.
      Ma se questa persona che legge ha esperienza (o grande sensibilità) può “percepire” un’intenzione di un certo tipo.
      Pertanto il mio messaggio è questo: anziché chiedere a me cosa ne penso, cerca di percepire l’intenzione della persona di cui mi chiedi il parere. In quel caso non è poi così difficile. Un saluto

  • giorgio

    Reply Reply ottobre 18, 2015

    grazie, MArshall..io ho percepito appunto quello che dicevo…certo non era mia intenzione provocare flame…per così dire…….credo anche, ed ora lo posso dire chiaramente, visto che non facciamo nomi e cognomi, di aver percepito in te la mia stessa opinione…..anzi..percezione…appunto su corso e persona che lo tiene–non diciamo chi…giusto

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