Come migliorare i KPI in azienda con un processo ripetibile e condivisibile con il team, al fine di raggiungere e superare le 7 cifre all’anno di venduto (video)

Oggi prosegue il mio “dietro le quinte” dove condivido con il mondo esterno alcuni dei training che svolgo al team di PiùChePuoi (se ti sono utili, sentiti libero di condividerli con il tuo team).

Oggi parliamo ancora di come migliorare l’azienda nel suo complesso, al fine di raggiungere (e superare) le fatidiche 7 cifre all’anno di venduto, ovvero più di un milione di euro (cosa che noi abbiamo realizzato con PiùChePuoi già nel 2014, superando quota 2 milioni).

Come ho detto quando parlavo del metodo scientifico circolare un’azienda migliora nel momento in cui migliorano i suoi KPI (key performance indicators).

Ma la domanda è: COME miglioro i KPI in modo costante?

O meglio: esiste un processo RIPETIBILE che permette alla “mente aziendale” di MIGLIORARE COSTANTEMENTE i KPI che contano?

Per costante intendo: un processo che non sia frutto di intuizioni sporadiche, ma che produca risultati ripetibili? Qualcosa su cui si può contare?

Beh, la risposta è SI: questo processo esiste.

Anzi: quello di cui ti parlo oggi, sebbene molto semplice, è forse il “segreto” più importante, quello che sta alla base di qualsiasi persona (non solo di qualsiasi azienda) che ottiene buoni risultati nel business: e lo dico perché lo riscontro in TUTTE (!) le persone che ottengono grandi risultati e con i quali ho la fortuna e di poter parlare e confrontarmi.

Guarda il video.

P.S.
Come al solito perdona l’ambiente un po’ informale, ma essendo training interni non sto troppo attento alla forma.

P.P.S.
Ovviamente tutto quanto detto nel video di oggi perde di potenza se tu o i tuoi collaboratori non state facendo il lavoro “giusto per voi”. A questo proposito ti suggerisco di guardare la serie di video: successo nel lavoro.

6 Comments

  • Silvia

    Reply Reply marzo 3, 2016

    Interessante in molti aspetti, e condivisibile per quanto riguarda una gran parte delle informazioni fornite.

    Però, in effetti la sensazione, nel sentir parlare di sentitevi “liberamente obbligati” mi suona proprio molto male, quasi peggio di quando uno mi dice che “gestisce il personale” o ancora peggio “gestisce le risorse umane”.

    Tutto il principio del monitoraggio delle prestazioni mi ricorda la sensazione orribile che ho provato studiando il Fordismo, che è del tutto al di fuori della mia visione di buon lavoro.

    E’ come se la sacralità della vita, delle intuizioni, e delle possibilità magiche che ha ogni essere umano ha di realizzare cose impensabili, venissero appiattite e ridotte a pochi elementi schematici, che possono funzionare come no.

    Nella azienda che sto fondando, che nemmeno esiste davvero al momento, i collaboratori sono liberi di decidere da soli se formarsi o meno, vengono pagati con bonus adeguati in relazione ai loro risultati e MAI obbligati a fare alcunché. Anzi, sono incitati a seguire il loro istinto, a fare di tutto per realizzare la loro vita, i loro doni, mentre lavorano con noi, perché abbiamo notato, lavorando in altre strutture, che un impiegato felice restituisce 100 volte tanto di quanto apporta un impiegato che si sente costretto a fare cose che non si sente di fare, perchè non sono nelle sue corde…

    Idem per il controllo di cosa fanno i nostri dipendenti. Non mi piace farli sentire dei bambini piccoli. Non prendo nemmeno a lavorare con me persone che si assoggettano ad essere controllati come degli incompetenti o delle persone irresponsabili.
    Vogliamo persone che sappiano il fatto loro, che lavorano con entusiasmo, e che non hanno bisogno di qualcuno che li controlli per decidere di creare valore e di restituire con etica professionale il corrispettivo in lavoro dello stipendio che ricevono.

    La formazione è importantissima, ma non è detto che un impiegato che non si forma o non si misura nelle sue prestazioni non possa ottenere risultati straordinari. I risultati vengono quando c’è entusiasmo, quando le persone trovano dentro di sè la motivazione a fare, a imparare, a migliorare e a contribuire, altrimenti – ma questa è solo una mia opinione – poniamo delle vere e proprie mine sulla strada del nostro successo.

    I risultati che ottenete contraddicono quello che scrivo. O forse no. Ci sarebbe da vedere di quanti zeri crescerebbe la vostra azienda se adottaste un metodo che si rapporta con i collaboratori come con esseri umani potenti, responsabili, etici e straordinari, piuttosto che come persone assoggettate a doversi sentire liberamente obbligate a fare le cose.

    Grazie comunque per i suggerimenti (il libro l’ho letto, senza che nessuno mi obbligasse a farlo, ed è davvero molto, molto interessante).

    • JL Marshall

      Reply Reply marzo 3, 2016

      Ciao Silvia, interessante visione. Se riesci a farla funzionare nella pratica, numeri alla mano, fammelo sapere. Personalmente di strade ne ho provate diverse, anche una simile a quella detta da te, ma probabilmente c’è modo di farla funzionare. Un caro saluto. Giulio

  • Lindita

    Reply Reply marzo 15, 2016

    Ciao,
    Molto interesante. Una domanda che mi viene sempre in certi casi: non si diventa molto dipendenti ad avere delle aspettative sempre e inpigrirci il nostro cervello in un altro modo? È cioè: se io anche realizzo con mettendo in opera dopo aver fatto solo 10 min al giorno informazione, non è che per ogni singola domanda devo aspettare sempre risposte da voi visto che oramai le trovo pronte e inoltre, così facendo, faccio il modo di essere distratto perché tanto ci siete voi e focalizzo solo in quella direzione sempre senza affaticare tropo? -spero di essermi spiegata- grazie per il video.

    • JL Marshall

      Reply Reply marzo 15, 2016

      Ciao, scusa ma non ho proprio capito la domanda.

  • Lindita

    Reply Reply marzo 15, 2016

    Ti chiedo scusa e cerco di essere più precisa e se non ci riesco non importa La giriamo la domanda in forma di conferma. Io sono molto curiosa e ho notato che nel mio camino,le cose che ci fanno in genere a combattere e fare delle “revolizioni” dentro di noi sono o:perché abBiamo dei stimoli forti come esp; guadagno più alto, il bel uomo che ci afascina,famma,potere.. o;nessuna di tutto ciò ma delle grandi crisi, fame poverta e ignpranza. Il due casi anche se non si a somigliano arrivano ad avere delle grande idee per ragioniere dentrambe le stesse cose e cio: Essere. E se non sbaglio ho letto anche da qualche parte da quello che mi è stato mandato. la mia domanda era propio su questo”Essere” è bene o un male perché vedo che ad ogni modo risale nelle vostre righe come un stile di vita sbagliato.- io- sempre esperimentando su di me-e sono molto consapevole su questo, so che purtropo se si tiene un tesi le quale basi sono convincente solo sentendoli, quella tesi è decadente.Tutti i rivoluzioni, guerre fatte con delle tesi così non hanno potuto cambiare fino ad adesso, ancora niente. Penso in oltre che è nel moltiplicare che dobbiamo preoccupersi. Cerchiamo a sforzarsi ad azerare e cominciare con meditare e non per lo scopo di aumentare le nostre solo di tasche e aumentare il nostro successo in sesso ma, ben si per dare casquno di noi alla humanita qualcosa che veramente cambia tutto, non alla fine di sé. E in oltre, sono più che convinta e consapevole che, lei puoi dare delle risposte ma, il percorso e’quello che cambia, il percorso singolare di casquno e assolutamente no, il percorso della masa. Cerchiamo di non abusare con i più grandi della meditazione come: Dalai Lama e Gandhi per scopi di tutto ciò che ha invecchiato il mondo è tutti noi. Diamo una vera vitalità alla nostra vita. Rispetto la tua versione ma, non condivido assolutamente. Grazie per tua attenzione.

  • Giusi

    Reply Reply aprile 8, 2016

    Ciao JL
    concordo che la formazione sia importante e che un’azienda o uno studio o una qualsiasi attività dv estenderla al proprio personale per migliorare la produzione e per dare qualità al servizio ed ai prodotti destinati ai clienti, nell’interesse comune di chi da e di chi riceve! io sono un architetto europrogettista e come libero professionista sono costretta a fare formazione professionale continua … nel vero senso della parola sono costretta dal mio ordine e dalla legislazione nazionale ed europea e questo venendo al discorso di silvia nn mi pesa, anzi da un valore aggiunto a me ed alla società. Ho visto i vs prodotti, alcuni di questi sono inseriti nel ns programma di formazione a pagamento, ed i vs prodotti risultano più economici. Mi chiedo se avete dei corsi che rilasciano CFP (Crediti Formativi Professionali) … mi sembra di no, correggimi se sbaglio. Ipotizzo che organizzare una piattaforma per i professionisti ben visibile nella home, accreditandosi al ministero ed agli organi di coordinamento della formazione professionale dei vari albi e d ordini, darebbe un contributo importante all’aumento delle vs cifre. Se questo consiglio vi piace potreste premiarmi 😉 … oggi ho ricevuto il libro ed da 3 gg sono sotto programmazione subliminale quantica … beh ho già sviluppato una voce di coscienza che nn avevo … dv dire però che alcune note del setup avendo un nn so che di mistico quasi horror, mi hanno così turbata che hanno inficiato la mia concentrazione, infatti nn ho visto neanche un colore dei chakra ahahahahaha … forse perché l’ho fatto di sera e sotto luci soffuse … 21 giorni per due programmi sono lunghiiiiissimi ma se questo consiglia la scienza … infatti ho provato ad aggiungerne un terzo quello della procastinazione che ho acquistato in un pacchetto boigottando il vs operato con i limiti dei 7 giorni ed in effetti sentivo troppe voci ahhahaha …
    grz per il vs contributo al miglioramento dell’essere se mai questo dovesse essere giusto … sai il fatto che italo venga dall’esercito mi ha fatto pensare che piùchepuoi potesse essere un complotto per la manipolazione globale delle mentihihiihih tramite messaggi subliminali … ah scusa nn devo giudicare … beh ho scelto la promo soddisfatti o rimborsati ma credo che siete così bravi a manipolare il cervello che pagherò anche la seconda rata!
    mi auguro a buon rendere

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