Perché “pensare a sistemi” è il Codice Sorgente dell’esistenza?

Qualche tempo fa vado in stazione, perché devo prendere questo treno e devo assolutamente arrivare in orario a un posto.

Vado lì e cosa mi trovo?

Beh, naturalmente mi trovo il mio treno che aveva 35 minuti di ritardo.

Annuncio ritardo: il treno delle ore 15.15 arriverà con un ritardo previsto di 35 minuti.

Cavolo, 35 minuti non sono pochi, ma naturalmente, guardando cosa stava accadendo in quel momento, scopro che anche tutti gli altri treni correlati, diciamo in qualche modo connessi alla stessa linea, cominciano naturalmente ad acquisire ritardo anche loro.

Ora, questo mi ha fatto riflettere su una cosa molto interessante, che vorrei mettere alla tua attenzione, ovvero: che nel mondo in cui viviamo tutto, ma proprio tutto, funziona a sistemi.

I sistemi sono dei processi ordinati di cose, che se tu li dividi diventano sottosistemi, se li dividi ancora diventano singoli task che se tu gli dai un certo input, producono un output in modo più o meno preciso, più o meno misurabile.

Vorrei farti notare una cosa però: se è vero che i sistemi non sono perfetti, e lo dimostrano le nostre Ferrovie dello Stato, è anche vero che riescono a creare un risultato prevedibile in un mondo estremamente complesso ed estremamente imprevedibile.

Pensa soltanto a quanti casini possono succedere in una linea ferroviaria, dove ci sono tantissimi treni che vanno e vengono.

E può succedere di tutto: può succedere il tizio che si butta sotto il treno, purtroppo non è così raro; o può succedere che si rompe uno scambio, come nel caso specifico.

E ciò nonostante un buon sistema cosa fa?

Dato un problema, come è successo lì, anche delle procedure per assorbire questo problema affinché l’impatto sul pubblico sia il minor impatto possibile.

E nel mio caso questo treno effettivamente ci ho messo 35 minuti in più ad arrivare, però non è neanche così male se consideri che hanno dovuto fare su un casino incredibile per farli andare su un’altra linea.

Ora, non sono solo le Ferrovie dello Stato però che funzionano a sistemi, in realtà tutto funziona a sistemi, la natura stessa funzione a sistemi.

Pensa al tuo corpo umano: tu gli metti dentro del cibo, lui produce delle calorie in modo più o meno calcolabile, tanto che conosciamo per ogni cibo quante calorie più o meno vengono prodotte.

Ma la stessa cosa funziona anche in ambienti diciamo così meno concreti: pensa alle relazioni.

Anche le reazioni vivono di sistemi, perché tu sai che se in una relazione ci metti condivisione di intenti, un po’ di buon umore, e magari anche una sana attrazione, beh le probabilità che questo sistema produca una relazione di successo sono molto alte.

Quindi, il mio messaggio di oggi è questo: comprendi che tutto nella tua esistenza è governato da sistemi.

E che in fondo, anche se i treni sono spesso in ritardo, sono proprio i sistemi che permettono al caos, che naturalmente ci sarebbe in una vita molto molto complessa, di funzionare abbastanza bene.

Quindi, quello che ti suggerisco di fare, quando c’è un problema nella tua vita in qualsiasi ambito esso sia, è di non focalizzare la tua attenzione sul singolo problema, ma di mettere l’attenzione sul sistema a monte che ha causato il problema.

Perché questo è un po’ come lavorare sulla causa della malattia anziché sul singolo sintomo.

Pensa, ad esempio, al discorso dello scambio.

Ora, il problema lì non era sostituire I’ingranaggio rotto, o meglio dovevano sostuitire l’ingranaggio rotto altrimenti non ripartiva la linea questo senza ombra di dubbio, ma dopo averlo fatto, dovevano andare a chiedersi: “ma perché si è rotto questo ingranaggio? Perché ha fatto in tempo a rompersi prima che noi ce ne accorgessimo?”

Magari analizzando la cosa scoprono che banalmente è un problema di manutenzione, o magari è un problema che non hanno una spia che li allerti che l’ingranaggio comincia a fare cilecca prima che questo accada.

E questo stesso modo di pensare, che dovrebbe usare Trenitalia, lo dovresti usare anche tu, in qualsiasi momento della tua vita.

Ti faccio un esempio: litighi con marito, moglie, fidanzato, fidanzata, al di là di risolvere il singolo litigio del tipo “sono arrivato tardi a prenderti cara” e questa si arrabbia come una biscia, beh inizia a ragionare a sistemi, cioè cerca di creare un sistema tale per cui quando prendi un appuntamento non arrivi più in ritardo.

Oppure: stai facendo una dieta? Ora, un conto è mettersi a dieta dicendo: “ok, rinuncio a mangiare di più”; un conto è strutturare un sistema che ti porti a non mangiare di più.

Ad esempio, acquistando subito meno cose da mettere in frigo, o creando una strategia che quando ti viene fame sai cosa fare.

Ma se anche con la strategia che hai creato mangi di più, allora, anziché fustigarti perché non hai rispettato il sistema, beh ragiona di nuovo a livello di sistema: comincia a creare una contro strategia per evitare di mangiare di più la prossima volta, che ne so, magari puoi scriverti su un bigliettino tutte le volte che mangi qualcosa, così per la noia di dover tirare fuori il bigliettino sarai meno, diciamo così, portato a sgarrare nella tua dieta.

Insomma: ragiona a livello di sistema e cerca di risolvere il problema alla radice.

D’altra parte lo diceva anche Scott Adam: “i perdenti hanno obiettivi, tipo perdo 10 kg, mentre i vincenti usano sistemi per raggiungere i propri obiettivi”.